Ad Amatrice la terra trema ancora… Quale futuro?

Tramonto Amatrice

Sono le 02.10 del 20 settembre… nemmeno un mese da quel fatidico 24 agosto 2016… E la terra trema ancora… Il riposo notturno, fortemente segnato, è pressoché ridotto a qualche ora. Anche oggi – come spesso da un po’ di tempo – è stato interrotto da due scosse, forti, ondulatorie (pare 4.1 e 3.7): dicono siano quelle di assestamento. Sarà… Per me hanno il sapore indescrivibile della polvere e l’odore che ora, come allora, si rifà sentire forte e acre, ti buca lo stomaco e ti riporta per mano in scenari di morte. Il respiro si è fatto silenzioso, nulla deve distrarre dal cogliere ogni rumore o segnale di pericolo.

Ancora ora il parlarne, lo riporta alle narici!

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La morte non è niente

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La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!

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I funerali ad Amatrice e quella pioggia non casuale…

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“Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”. (Is 55,10-11)

Mi sono tornate alla mente queste parole del profeta Isaia ieri sera ad Amatrice, al termine dei funerali per le vittime del sisma.
Quella pioggia, caduta dopo giornate di caldo insolito per questi luoghi, non è stata del tutto casuale. Chi crede conosce la forza rigenerante e purificante dell’acqua… In questo caso anche consolatoria. Il giorno del lutto è stato bagnato dalla misericordia di Dio.

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Funerali ad Amatrice: Mons. Pompili, “il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo”

Funerali Amatrice

“Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo! I paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza sono dovuti alla sequenza dei terremoti”. Lo ha detto monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, celebrando oggi ad Amatrice i solenni funerali di Stato per le vittime del sisma del 24 agosto. Ventotto bare, a rappresentare le 231 vittime di Amatrice e le 11 di Accumuli, poste davanti l’altare sul quale era stato issato un Cristo Crocifisso e a lato sistemata una statua della Madonna della neve, posizionata su un cumulo di macerie. Accompagnata dai canti della corale della cattedrale la messa ha visto la presenza delle più alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il premier Matteo Renzi e i presidenti delle due Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini.

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Don Fabio Gammarrota: esequie Amatrice, vicini agli affetti strappati

Don Fabio Gammarrota, parroco a Cittareale e Posta

Per Amatrice, Accumoli e le località circostanti oggi dunque è giorno di condivisione del dolore, di un ultimo saluto alle persone care alle quali il terremoto non ha lasciato scampo. A condividere la sorte dei compaesani superstiti e portare aiuto fin dalla quella notte del 24 agosto è di sacerdote don Fabio Gammarrota, parroco a Cittareale e Posta, piccoli Comuni vicini ad Amatrice, che ai microfoni di Radio Vaticana spiega perché sia stato deciso di non celebrare più le esequie a Rieti:

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Papa Francesco: “Appena possibile spero di venire a trovarvi”

Papa Francesco recita l'Angelus

“Appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi”. Così Papa Francesco oggi (domenica 28 agosto 2016), dopo la recita dell’Angelus, da piazza San Pietro, rivolgendosi alle popolazioni del Centro Italia, colpite dal terribile terremoto di mercoledì scorso (24 agosto). “Appena possibile spero di venire a trovarvi – ha detto il Papa – per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio di padre e fratello e il sostegno della speranza cristiana”.

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