Ad Amatrice la terra trema ancora… Quale futuro?

Tramonto Amatrice

Sono le 02.10 del 20 settembre… nemmeno un mese da quel fatidico 24 agosto 2016… E la terra trema ancora… Il riposo notturno, fortemente segnato, è pressoché ridotto a qualche ora. Anche oggi – come spesso da un po’ di tempo – è stato interrotto da due scosse, forti, ondulatorie (pare 4.1 e 3.7): dicono siano quelle di assestamento. Sarà… Per me hanno il sapore indescrivibile della polvere e l’odore che ora, come allora, si rifà sentire forte e acre, ti buca lo stomaco e ti riporta per mano in scenari di morte. Il respiro si è fatto silenzioso, nulla deve distrarre dal cogliere ogni rumore o segnale di pericolo.

Ancora ora il parlarne, lo riporta alle narici!

Rumori e movimento, che evocano visioni e suoni: per la loro singolarità rimarranno più o meno sepolti nella nostra storia.

Visioni e suoni – ripeto – oggi ancora troppo sensibili a ogni percezione sensoriale.

Anno Domini 2016, Anno della Misericordia.

Tempo segnato e condizionato da una precarietà esistenziale che impone e induce ad autentiche scelte che vedono la persona al centro delle nostre logiche. Una società rifondata – qui appare – sulla salvaguardia e dignità da dare a ogni essere umano… Un rinnovato umanesimo che sorge dalle macerie.

Che strano! Devi essere sferzato nel più profondo per renderti conto di quanto bene necessiti e qui per bene intendo l’essere “casualmente” – “provvidenzialmente” – scampato alla fine di questo umano e terreno epilogo del libro / storia della vita. Acquisita la consapevolezza della salvezza, la gratuità diviene la nota dominante del quotidiano.

Mi chiedo: era per me/noi necessario passare per questa drammatica esperienza? Perdere tante persone care, vedere tanti sogni e aspettative ridotte in cenere… Insomma il consumarsi di una vita in pochi secondi era necessario? Forse sì… Nella precarietà esistenziale a seguito di quel terremoto naturale, ogni progetto presente e futuro è stato velato da un desiderio di “vivere e viversi” senza troppe “storie”, senza “fantasticarci”, reale, concreto, fortemente “fisico”, immediato, perché l’ immediatezza fa sperimentare quella dilatazione del cuore che acquisisce come suo movimento la logica incomprensibile e lontana che appartiene a Dio-AMARE, e insegna a sentirsi amati.

Quale difficile esercizio ci tocca… Era necessario esperire – vedere, gustare, sentire – tanto dolore per giungere a elaborare, acquisire e compiere, quelle opere che trovano nella prossimità umana (ora sensibile e percettiva), il prossimo come fruitore di tanta attenzione e disponibilità.

Da quel 24 agosto si riparte con la ricostruzione del pensare e agire secondo una nuova visione e percezione della realtà… Precarietà esistenziale che genera possibilità di viversi appieno nel tempo presente.

don Fabio Gammarrota

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...